Bollo auto 2026: tutte le novità, come si calcola e quando si paga

Il bollo auto rappresenta uno degli obblighi fiscali più importanti per chi possiede un veicolo. Pur essendo una tassa conosciuta da tutti gli automobilisti, continua a generare dubbi su importi, scadenze, modalità di pagamento ed esenzioni, soprattutto dopo le novità introdotte nel 2026.


La riforma fiscale ha infatti modificato alcune regole per le auto immatricolate a partire dal 1° gennaio 2026, introducendo un sistema di pagamento più uniforme e collegando la scadenza del bollo alla data di immatricolazione del veicolo. Restano invece in vigore le regole precedenti per le auto già circolanti, con alcune differenze che continuano a dipendere dalla Regione di residenza.


In questa guida analizziamo tutto quello che c’è da sapere sul bollo auto nel 2026: cos’è, come viene calcolato, quando deve essere pagato, e quali sono le novità introdotte dalla riforma.

Cos’è il bollo auto

La tassa automobilistica, il cosiddetto bollo, risale al 1953 quando fu approvato dal parlamento il “Testo unico delle leggi sulle tasse automobilistiche” (Dpr 5 Febbraio 1953, n.39) e inizialmente si trattava di una tassa di circolazione. Una legge del 1983 trasformò la tassa di circolazione in tassa di possesso. Ciò significa che il tributo deve essere pagato dal proprietario del veicolo indipendentemente dall’effettivo utilizzo dell’auto.

La gestione della tassa è affidata alle Regioni, motivo per cui possono esistere differenze sia negli importi sia nelle agevolazioni previste sul territorio nazionale.

L’importo del bollo viene determinato principalmente in base a tre fattori:

  • la potenza del motore espressa in kW;
  • la classe ambientale del veicolo (Euro 0, Euro 4, Euro 6, Euro 6d, ecc.);
  • la Regione nella quale risiede il proprietario del veicolo.

Come si calcola il bollo auto

Molti automobilisti pensano che il bollo dipenda dal valore commerciale dell’auto, ma non è così.

Il tributo viene calcolato utilizzando principalmente:

1.Potenza del motore

L’elemento principale è rappresentato dalla potenza espressa in kilowatt (kW).

In generale, maggiore è la potenza del veicolo, più elevato sarà il costo del bollo.

Per questo motivo una citycar da 55 kW pagherà un importo sensibilmente inferiore rispetto a un SUV o a una berlina sportiva con oltre 180 kW.

2. Classe ambientale

I veicoli più recenti e meno inquinanti beneficiano generalmente di una tassazione inferiore rispetto alle auto più datate.

3. Regione di residenza

Ogni Regione può applicare tariffe differenti entro i limiti stabiliti dalla normativa nazionale.

Le novità del bollo auto nel 2026

Con l’entrata in vigore della riforma fiscale vengono introdotte modifiche destinate soprattutto ai veicoli immatricolati dal 1° gennaio 2026.

L’obiettivo del legislatore è rendere il sistema più semplice da gestire, eliminando molte delle differenze che negli anni hanno caratterizzato le scadenze del bollo.

Vediamo nel dettaglio cosa cambia.

1.Pagamento annuale in un’unica soluzione

La principale novità riguarda la modalità di versamento.

Per le nuove immatricolazioni il bollo dovrà essere pagato in un’unica soluzione annuale, senza la possibilità di effettuare versamenti frazionati, salvo eventuali deroghe che le singole Regioni potranno prevedere per categorie particolari di veicoli.

2.Scadenza segue la data di immatricolazione

Per le auto immatricolate dal 2026 il bollo dovrà essere versato entro l’ultimo giorno del mese successivo all’immatricolazione. Questa diventerà anche la data di riferimento per tutti i pagamenti degli anni successivi.

Esempio pratico:

Se un’auto viene immatricolata il 12 febbraio 2026, il primo bollo dovrà essere pagato entro il 31 marzo 2026.

Negli anni successivi il rinnovo dovrà essere effettuato sempre entro il 31 marzo.

In questo modo ogni veicolo mantiene una propria scadenza fissa, evitando il sistema precedente caratterizzato da finestre di pagamento differenti.

Le Regioni mantengono un ruolo centrale

Pur introducendo una maggiore uniformità nelle scadenze, il bollo continua a essere una tassa regionale.

Le Regioni possono quindi continuare a stabilire:

  • eventuali riduzioni;
  • agevolazioni;
  • esenzioni;
  • modalità di riscossione;
  • sconti per chi sceglie la domiciliazione bancaria.

Per questo motivo due automobili identiche possono pagare importi differenti se registrate in Regioni diverse.

Prima di effettuare il pagamento è sempre consigliabile verificare eventuali agevolazioni previste dal proprio territorio.

Chi è esente dal pagamento del bollo

Non tutti i proprietari di un veicolo sono tenuti a pagare il bollo auto. La normativa nazionale, insieme alle disposizioni regionali, prevede infatti diverse ipotesi di esenzione o riduzione dell’imposta.

Le agevolazioni possono riguardare particolari categorie di persone oppure specifiche tipologie di veicoli, come auto elettriche, ibride e storiche. Poiché il bollo è una tassa regionale, è sempre consigliabile verificare le regole in vigore nella propria Regione, che può prevedere condizioni più favorevoli rispetto alla normativa nazionale.

Auto elettriche

Le auto elettriche rappresentano la categoria che beneficia delle agevolazioni più consistenti.

Nella maggior parte delle Regioni italiane è prevista l’esenzione totale dal pagamento del bollo per i primi anni successivi alla prima immatricolazione. Terminato questo periodo, molte amministrazioni applicano una tariffa ridotta rispetto a quella prevista per i veicoli con motore endotermico.

L’obiettivo è incentivare la diffusione della mobilità a zero emissioni.

Auto ibride

in questo caso le condizioni cambiano sensibilmente da una Regione all’altra.

Alcuni territori prevedono:

  • esenzione totale per tre o cinque anni;
  • riduzione dell’importo;
  • agevolazioni limitate a determinate categorie di veicoli ibridi.

Prima dell’acquisto è quindi opportuno verificare le disposizioni regionali, che possono incidere in modo significativo sui costi di gestione dell’automobile.

Persone con disabilità

Le persone con disabilità che possiedono i requisiti previsti dalla normativa possono ottenere l’esenzione permanente per un solo veicolo destinato prevalentemente al trasporto o alla mobilità della persona avente diritto e deve essere richiesta secondo le modalità previste dalla Regione di residenza.

Veicoli storici

Le auto con oltre 30 anni sono generalmente esenti dal pagamento del bollo, mentre quelle di interesse storico tra i 20 e i 29 anni possono beneficiare di riduzioni, a seconda della normativa regionale.

Bollo auto 2026 in breve

  • Come si calcola?

L’importo può essere calcolato utilizzando il servizio online dell’ACI o i portali regionali, inserendo semplicemente la targa del veicolo e la Regione di residenza.

  • Dove si paga?

Puoi pagare online, presso ACI, agenzie pratiche auto, tabaccherie, banche e altri punti abilitati.

  • Cosa succede se pago in ritardo?

Sono previste sanzioni e interessi, crescenti in base ai giorni di ritardo.

  • Cosa cambia per le auto immatricolate prima del 2026

Per i veicoli immatricolati prima del 2026 non cambia nulla. Continuano infatti a valere le scadenze già previste dalla normativa precedente

Fonte: AlVolante – Legge e Burocrazia; AlVolante – come cambia il bollo; AlVolante – esenzioni dal bollo

Automotive Dealer Network
Panoramica privacy

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.