Il blocco delle auto diesel Euro 5 torna al centro dell’attenzione dopo le modifiche introdotte dal Decreto Infrastrutture. Se inizialmente lo stop era previsto per il 2025, il Governo ha deciso di rinviarne l’entrata in vigore al 1° ottobre 2026, concedendo più tempo ad automobilisti e amministrazioni locali per adeguarsi alle nuove disposizioni
La novità più importante riguarda anche l’ambito di applicazione: le limitazioni interesseranno in via prioritaria i Comuni con oltre 100.000 abitanti, e non più quelli sopra i 30.000 residenti come previsto inizialmente. Inoltre, le Regioni potranno adottare misure alternative per il miglioramento della qualità dell’aria, evitando il blocco generalizzato se riusciranno comunque a rispettare gli obiettivi fissati dall’Unione Europea.
Per milioni di automobilisti che guidano ancora un diesel Euro 5, quindi, non si tratta di un divieto assoluto di utilizzo, ma di una serie di limitazioni che varieranno in base al territorio, ai periodi dell’anno e alle decisioni delle singole Regioni.
Cosa intendiamo quando parliamo di auto diesel Euro 5?
Le auto Euro 5 sono i veicoli omologati secondo la normativa europea entrata in vigore tra il 2009 e il 2011 e commercializzate tra il 2011 e il 2015. Rispetto ai precedenti Euro 4, hanno ridotto sensibilmente le emissioni inquinanti, ma oggi risultano meno efficienti rispetto agli attuali diesel Euro 6, soprattutto per quanto riguarda gli ossidi di azoto (NOx) e il particolato.
Si tratta comunque di veicoli ancora molto diffusi sulle strade italiane, spesso affidabili, con consumi contenuti e percorrenze elevate.
Tra i modelli più comuni troviamo:
- Fiat 500L
- Fiat Tipo
- Volkswagen Golf VIPassat
- Audi A3
- BMW Serie 1
- Mercedes Classe A
- Ford Fiesta
- Peugeot 308
- Renault Clio
- Nissan Qashqai
Molte di queste vetture rappresentano ancora oggi una scelta valida per chi percorre molti chilometri ogni anno, motivo per cui il tema delle nuove limitazioni interessa una platea molto ampia di automobilisti.
Perché arriva il blocco dei diesel Euro 5
L’obiettivo del provvedimento è ridurre l’inquinamento atmosferico nelle aree italiane dove la qualità dell’aria continua a superare i limiti previsti dalla normativa europea.
In particolare, il problema riguarda le emissioni di:
- ossidi di azoto (NOx);
- particolato PM10;
- particolato PM2.5.
La situazione è particolarmente critica nella Pianura Padana, una delle aree europee con le maggiori concentrazioni di polveri sottili e smog.
Negli ultimi anni l’Italia è stata più volte richiamata dall’Unione Europea per il mancato rispetto dei limiti sulla qualità dell’aria. Per questo motivo sono stati progressivamente introdotti divieti che hanno interessato prima i diesel Euro 0, Euro 1, Euro 2, Euro 3 ed Euro 4 e che ora coinvolgono anche gli Euro 5.
L’obiettivo, tuttavia, non è eliminare completamente queste vetture dalla circolazione, ma limitarne l’utilizzo nei contesti urbani maggiormente esposti al problema dell’inquinamento.
Dove entrerà in vigore il blocco
Dal 1° ottobre 2026 le limitazioni interesseranno principalmente le regioni appartenenti al Bacino Padano, ovvero le aree che storicamente registrano i maggiori problemi di qualità dell’aria.
Le regioni coinvolte sono:
- Lombardia
- Piemonte
- Veneto
- Emilia-Romagna
Le nuove regole saranno applicate prioritariamente nei Comuni con oltre 100.000 abitanti, anche se le amministrazioni regionali potranno decidere di estendere le limitazioni ad altri territori oppure sostituirle con misure alternative per la riduzione delle emissioni.
Questo significa che non tutte le città adotteranno regole identiche e che potranno esserci differenze sugli orari, sui giorni della settimana e sulle eventuali deroghe.

Chi sarà interessato dalle limitazioni?
Le nuove restrizioni riguarderanno principalmente:
- autovetture diesel Euro 5;
- veicoli commerciali leggeri diesel Euro 5;
- mezzi utilizzati quotidianamente per gli spostamenti casa–lavoro.
Come già avvenuto per le precedenti limitazioni ambientali, continueranno però a essere previste alcune deroghe, che potranno interessare:
- persone con disabilità;
- mezzi di emergenza;
- veicoli delle forze dell’ordine;
- trasporto sanitario;
- alcune categorie professionali;
- veicoli storici, dove previsto.
Le modalità precise varieranno in base alle decisioni delle singole amministrazioni regionali.
Quando saranno attivi i divieti?
Un aspetto spesso sottovalutato riguarda il fatto che il blocco non sarà attivo 24 ore su 24.
Nella maggior parte dei casi, le limitazioni interesseranno:
- i giorni feriali;
- specifiche fasce orarie;
- il periodo autunnale e invernale, quando i livelli di smog aumentano.
Le amministrazioni locali potranno inoltre introdurre restrizioni temporanee aggiuntive nei giorni in cui vengono superati i limiti di concentrazione delle polveri sottili.
Per questo motivo sarà importante consultare periodicamente i siti istituzionali della propria regione o del proprio comune.

Fonte: AlVolante
Esistono delle alternative?
L’entrata in vigore delle limitazioni non significa necessariamente dover sostituire subito la propria auto. Per molti automobilisti esistono infatti diverse soluzioni che permettono di continuare a utilizzare il veicolo, almeno in determinate condizioni.
La scelta migliore dipende dall’utilizzo quotidiano dell’auto, dal luogo in cui si vive e dalla frequenza con cui si accede ai centri urbani interessanti dai divieti.
Move-In: il sistema che consente di continuare a circolare
Alcune regioni mettono a disposizione il sistema Move-In, una piattaforma che consente ai veicoli soggetti a limitazioni di continuare a circolare entro un determinato numero di chilometri annuali.
Attraverso un dispositivo satellitare installato sul veicolo, vengono monitorati gli spostamenti, permettendo una maggiore flessibilità rispetto al blocco tradizionale.
Si tratta di una soluzione particolarmente vantaggiosa per chi utilizza l’auto solo occasionalmente o percorre pochi chilometri ogni anno.
Conviene vendere oggi un diesel Euro 5?
Non necessariamente.
Il mercato dell’usato continua, infatti, a mantenere una buona domanda per i diesel Euro 5, soprattutto nelle aree dove non sono previste limitazioni o per chi percorre molti chilometri fuori dai centri urbani.
Prima di prendere una decisione è consigliabile valutare:
- il valore attuale della vettura;
- i chilometri percorsi ogni anno;
- la zona in cui si vive;
- la frequenza con cui si entra nelle aree soggette ai divieti.
Per molti automobilisti potrebbe risultare ancora conveniente mantenere il proprio veicolo per diversi anni.
Come verificare se la propria auto è Euro 5
Se non si è certi della classe ambientale della propria vettura, è possibile verificarla in pochi minuti.
I metodi più semplici sono:
- controllare il libretto di circolazione, dove è indicata la categoria ambientale del veicolo;
- consultare il Documento Unico di Circolazione in formato digitale;
- utilizzare i servizi online dedicati inserendo il numero di targa.
Conoscere la classe Euro della propria auto è fondamentale per capire se sarà interessata dalle future limitazioni e per valutare con maggiore serenità eventuali decisioni sul cambio del veicolo.
Il futuro della mobilità in Italia: cosa aspettarsi nei prossimi anni
Il blocco dei diesel Euro 5 rappresenta un ulteriore tassello del percorso che l’Italia e l’Unione Europea stanno portando avanti per migliorare la qualità dell’aria e favorire una mobilità sempre più sostenibile.
Questo non significa che le auto diesel siano destinate a scomparire nel breve periodo. I modelli più recenti continuano infatti a rappresentare una soluzione efficiente per chi percorre molti chilometri, soprattutto su lunghe tratte.
È però evidente che il quadro normativo sta cambiando rapidamente. Per questo motivo, chi possiede oggi un diesel Euro 5 farebbe bene a seguire gli aggiornamenti della propria Regione, valutare le eventuali deroghe disponibili e programmare con anticipo un futuro cambio dell’auto, solo quando le proprie esigenze di mobilità lo renderanno realmente necessario.
Diesel Euro 5: in sintesi

FONTE: AlVolante