Il Decreto Omnibus 2026 introduce nuove regole per le auto aziendali concesse ai dipendenti in uso promiscuo, intervenendo ancora una volta sulla disciplina fiscale dei fringe benefit. La normativa, già modificata dalla Legge di Bilancio 2025, viene ora aggiornata dal Decreto Legislativo 7 agosto 2026, n. 148, entrato in vigore il 12 agosto 2026.
La novità più rilevante riguarda le auto aziendali che superano i cinque anni dalla prima immatricolazione: per questi veicoli è previsto un incremento del 50% del valore del fringe benefit. Il decreto interviene inoltre sulla gestione degli optional e degli allestimenti e modifica alcuni aspetti del regime transitorio relativo alle vetture già assegnate ai dipendenti.
Per aziende e lavoratori diventa quindi importante capire come cambia il calcolo del fringe benefit auto aziendale nel 2026, quali veicoli sono interessati e quali regole devono essere applicate alle diverse situazioni.
Che cos’è il fringe benefit dell’auto aziendale?
Quando un’azienda mette a disposizione di un dipendente un’automobile che può essere utilizzata sia per motivi di lavoro sia per esigenze personali, si parla di auto aziendale in uso promiscuo.
La possibilità di utilizzare il veicolo anche per finalità private costituisce un fringe benefit, cioè una componente della retribuzione in natura che deve essere valorizzata fiscalmente e inserita nella busta paga del lavoratore.
Il valore del benefit non corrisponde necessariamente alle spese effettivamente sostenute dal dipendente per l’utilizzo privato dell’auto. La normativa stabilisce infatti un criterio convenzionale basato sul costo chilometrico indicato nelle tabelle ACI e su una percorrenza standard di 15.000 chilometri annui.
Il Decreto Omnibus 2026 mantiene questa impostazione, ma modifica il modo in cui il valore deve essere determinato in alcune circostanze.

Decreto Omnibus 2026: cosa cambia per le auto aziendali?
Il D.Lgs. 148/2026 modifica nuovamente l’articolo attuale, cioè la disposizione che disciplina la determinazione del reddito da lavoro dipendente derivante dall’utilizzo promiscuo dei veicoli aziendali.
Il valore del fringe benefit continua infatti a essere determinato applicando una percentuale al costo chilometrico ACI relativo a una percorrenza convenzionale di 15.000 chilometri.
Le percentuali dipendono dalla tipologia di alimentazione del veicolo:
- 10% per le auto esclusivamente elettriche;
- 20% per le auto ibride plug-in;
- 50% per tutte le altre motorizzazioni, comprese benzina, diesel, GPL, metano e ibride non plug-in.
Questa distinzione continua quindi a incentivare fiscalmente le motorizzazioni a minore impatto ambientale.
La vera novità del Decreto Omnibus riguarda però l’età del veicolo.
Auto aziendali con più di 5 anni: aumento del fringe benefit
Una delle principali novità introdotte dal Decreto Omnibus riguarda le auto aziendali più datate.
Per i veicoli che hanno superato il quinto anno dalla prima immatricolazione, il valore del fringe benefit viene aumentato del 50%. L’incremento scatta dal 1° gennaio successivo al compimento del quinto anno, secondo il meccanismo previsto dalla nuova disciplina.
È importante sottolineare che il riferimento è alla prima immatricolazione del veicolo e non al momento in cui l’auto viene inserita nella flotta aziendale o assegnata al dipendente.
Per esempio, ipotizziamo un’auto aziendale con un valore convenzionale di fringe benefit pari a 4.500 euro all’anno. Una volta superato il quinto anno, la base imponibile viene incrementata del 50%, arrivando a 6.750 euro.
La misura introduce di fatto un incentivo indiretto al ricambio delle flotte aziendali, rendendo fiscalmente meno conveniente mantenere per molti anni lo stesso veicolo in uso promiscuo.
Come si calcola il fringe benefit dell’auto aziendale?
Il calcolo parte dalle tabelle ACI relative all’anno di riferimento, che indicano il costo chilometrico di esercizio dei diversi modelli di veicolo.
La formula di base prevede l’applicazione della percentuale prevista dalla normativa a una percorrenza convenzionale di 15.000 chilometri annui.
In forma semplificata:
Costo chilometrico ACI × 15.000 km × percentuale prevista = valore annuo del fringe benefit
Dal valore ottenuto possono essere sottratte le eventuali somme trattenute al dipendente in relazione alla concessione del veicolo. Il nuovo testo normativo specifica, inoltre, il trattamento degli accessori e degli allestimenti.

Optional e allestimenti: la nuova maggiorazione del 5%
Un’altra novità riguarda gli optional e gli allestimenti presenti sul veicolo.
Il Decreto Omnibus introduce una maggiorazione forfettaria del 5% della base imponibile quando sono presenti accessori o allestimenti non valorizzati nelle tabelle ACI e non acquistati direttamente dal lavoratore.
La modifica nasce anche dall’esigenza di semplificare la determinazione del valore degli accessori che non trovano una corrispondenza diretta nei valori riportati nelle tabelle ACI.
Per le aziende diventa quindi fondamentale verificare non soltanto la data di prima immatricolazione e la motorizzazione del veicolo, ma anche la presenza di eventuali optional o allestimenti aggiuntivi.
Cosa succede alle auto aziendali già assegnate?
Una delle questioni più importanti riguarda il regime transitorio.
Il nuovo sistema non cancella automaticamente le regole precedenti per tutti i veicoli aziendali. Continuano infatti a essere previste specifiche disposizioni transitorie per alcune categorie di auto già assegnate ai dipendenti.
In particolare, mantengono il precedente regime fiscale i veicoli immatricolati, assegnati e consegnati nel periodo compreso tra il 1° luglio 2020 e il 31 dicembre 2024, così come alcune vetture ordinate entro il 31 dicembre 2024 e assegnate nel corso del 2025.
Questo significa che, per determinare correttamente il fringe benefit, non è sufficiente guardare alla situazione attuale del veicolo. Occorre ricostruire la sua storia, considerando data di immatricolazione, data di ordine, data di assegnazione e data di consegna.
Per questo motivo, la gestione delle flotte aziendali richiede oggi un controllo puntuale della documentazione relativa a ciascun veicolo.
Quali sono le conseguenze per i dipendenti?
Per il dipendente, il fringe benefit rappresenta una componente del reddito da lavoro dipendente. Un aumento del valore del benefit può quindi determinare un incremento dell’imponibile fiscale e contributivo e, di conseguenza, una maggiore tassazione in busta paga.
L’impatto concreto varia in base al valore del veicolo, alla motorizzazione, all’età dell’auto, alla situazione fiscale individuale e agli eventuali importi corrisposti dal lavoratore.

Cosa cambia per le aziende e per la gestione della flotta?
Le nuove disposizioni hanno conseguenze operative soprattutto per le imprese che gestiscono flotte aziendali e assegnano vetture ai dipendenti.
Le aziende devono infatti verificare periodicamente il corretto trattamento fiscale delle auto in uso promiscuo, aggiornando i dati utilizzati per la gestione delle buste paga.
Tra gli elementi da controllare rientrano:
- La motorizzazione
- Il costo chilometrico ACI
- La percorrenza convenzionale
- La data di prima immatricolazione
- La data di assegnazione
- Eventuale presenza di optional o allestimenti non compresi nei valori ACI.
Il Decreto Omnibus rende quindi ancora più importante una corretta mappatura della flotta aziendale, soprattutto per le imprese che utilizzano numerosi veicoli e devono gestire contemporaneamente auto soggette a regimi fiscali differenti.
FAQ: auto aziendali e Decreto Omnibus 2026
Cosa cambia per le auto aziendali con il Decreto Omnibus?
Il Decreto Omnibus 2026 modifica nuovamente la disciplina del fringe benefit delle auto aziendali concesse in uso promiscuo. Restano le percentuali del 10%, 20% e 50% in base alla motorizzazione, ma viene introdotta una maggiorazione del 50% per i veicoli che superano il quinto anno dalla prima immatricolazione e una maggiorazione del 5% per determinati optional e allestimenti.
Quanto viene tassata un’auto aziendale nel 2026?
La percentuale di riferimento è del 10% per le auto elettriche, del 20% per le ibride plug-in e del 50% per le altre motorizzazioni. Il calcolo viene effettuato sul costo chilometrico ACI relativo a una percorrenza convenzionale di 15.000 chilometri.
Cosa succede dopo 5 anni all’auto aziendale?
Dal periodo previsto dalla nuova disciplina, per i veicoli che hanno superato il quinto anno dalla prima immatricolazione il valore del fringe benefit viene aumentato del 50%.
Il Decreto Omnibus riguarda tutte le auto aziendali?
No. La disciplina riguarda in particolare i veicoli concessi in uso promiscuo ai dipendenti. Inoltre, per alcune auto già assegnate esistono specifiche disposizioni transitorie che mantengono il precedente regime fiscale.
Il fringe benefit dell’auto aziendale incide sulla busta paga?
Sì. Il fringe benefit costituisce una componente del reddito da lavoro dipendente e viene considerato ai fini fiscali e contributivi. Un aumento del suo valore può quindi comportare un incremento dell’imponibile.
FONTI: Assodigit, Agenzia Entrate , Tributario Associato